Quei freschi sospiri di Marzo

Celere come folgore nel silente firmamento,
l’alba del novello giorno ha estinto ogni tormento,
così assunta nel gentil dirupo della speranza,
il mortal tuo cor sospirando avanza.
Nel chiaror fuggente dell’illusione,
ove fiorisce ogni trepidante tua passione,
un’essenza d’oleandro e giacinto
ti ritempra lo scarlatto istinto.
Lontan la vereconda virtù da estere mani,
così intrise di rena da lidi lontani,
dall’occhio glauco e intento
che ad ogni pel si tiene attento.
Ma l’aitante soffio dell’eterno stare
Il tuo fresco flusso suole infiammare,
cosicché il pensier del ventur momento
ti somiglia ad un poderoso impedimento.
Ordunque l’avvenir non ti sovverta,
che dell’oriental mirar la veduta è incerta,
di tanta letizia gremisci il tuo cuore
indugiando nell’incanto del rincorso amore.

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