Melodia di un ricordo

Assorto nel segreto di un tacito sospiro,
resto attonito nella luce fervida di un sol raggio;
un volto riecheggia nella mente come un miraggio
spoglio dai fremiti e dai gemiti del divin Zefiro.
Senza cagionar giammai alcun diniego,
tal gentil pensiero aitantemente mi avvolge,
proprio di una candida creatura che di beltà rifulge,
col cuor intriso d' amor e grazia del regal Ego.
Limpido lo sguardo suo come di acqua sorgiva
che sol il firmamento può avvincere tra le sue luci,
remota nel cuor è ormai l'idea delle oscure fauci
che avvolte nelle tenebre e ardenti son come di fiamma viva.
Tu che nella luce dimori e nell'etere volteggi,
sciogli quella fulva chioma dall'aureo effluvio
che di certo ausilio sia nell'abisso impervio.
Tu che nella melopea di un suon distinto d'arpa leggiadra aleggi.

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